Superbonus, effetto Concorde e corazzata Potemkin.

Modesto Pessimista: Ciao Massimo come stai? Oggi ci facciamo una chiacchierata di aggiornamento sul superbonus?

Massimo Tormento: Ciao Modesto, sto benissimo grazie. E sì, facciamoci del male e parliamo del superbonus. Ma prima di tutto hai visto che tutte le nostre nere previsioni di fallimento del superbonus, fatte sia l’anno scorso sia alcuni mesi fa, si stanno avverando?

Pessimista: Prendiamola un po’ da lontano. Sai che cos’è l’effetto Concorde negli studi di economia comportamentale?  È un caso molto interessante ed istruttivo legato alla storia tecnica ed economica del famoso aereo anglo-francese Concorde.

In estrema sintesi il progetto di questo aereo (per altri versi affascinante) mostrò da subito limiti economici e tecnici insuperabili con un destino finale che non avrebbe che potuto essere un fallimento; ma gli enormi sforzi già sostenuti per avviare l’impresa spinsero, ancora per molti anni, ad insistere ed a sprecare risorse ed energie per sostenere un’idea industriale sbagliata.

In altre parole si investiva non per il ragionevole futuro successo dell’iniziativa ma solo perché si erano investite tante risorse in passato e non si voleva accettare di avere fallito né, soprattutto,  si voleva ammetterlo.

A mio parere l’effetto Concorde si può applicare molto bene a quello che si sta verificando con il superbonus 110 %.

Tormento: Ho capito dove vuoi andare a parare. E mi sa che hai davvero ragione. Dal decreto legge 34, del 19 maggio 2020, che per primo introdusse il superbonus, ad oggi, le indicazioni di legge sono cambiate di continuo (nel solo anno 2020 in media più di una volta al mese) nel tentativo forsennato di tenere in piedi una politica delle detrazioni sbagliata e destinata al fallimento certo:  tanti sforzi vani ma ripetuti, proprio come nella metafora del Concorde.

E gli investimenti già fatti, non tanto finanziari ma politici e di comunicazione, fanno sì che si prema per continuare su questa strada sbagliata e nessuno dice che, invece, è ora di chiudere prima possibile questa mostruosità; e ammettere di avere proposto una politica completamente sballata.

La differenza è che con il Concorde si sprecavano miliardi di sterline e di franchi francesi mentre con il superbonus si è bloccato il mercato dell’edilizia e del risparmio energetico e si stanno facendo danni di miliardi di euro a tutte le imprese interessate.

Pessimista: I risultati finora ottenuti sono scarsissimi, il fallimento di questa idea del superbonus 110 %  è davanti agli occhi di tutti e ha ormai larga eco anche sulla stampa quotidiana e sul web.

Per esempio il Corriere della sera del 23 marzo scorso ci informava che alla metà del mese di marzo 2021 il superbonus aveva implicato lavori nelle villette e unità immobiliari indipendenti per (3.601 + 2.381) = 5.982 casi più 530 condomini, per un totale di 6.512 interventi realizzati. Questi valori assoluti citati non ci danno, però, la dimensione del fallimento del superbonus e, allora, vale la pena approfondire appena un po’.

6.512 interventi del superbonus su un parco di circa 12 milioni di edifici significa che si è intervenuti sullo 0,054  % del totale, una percentuale davvero bassissima (la stessa cosa si può anche dire affermando che si è intervenuti su 1 edificio ogni 1.919 edifici esistenti).

E gli edifici sui quali si è intervenuti sono, per ben il 92 % dei casi, villette e unità immobiliari indipendenti.

Le risorse totali stanziate dalla legge Finanziaria 2021 per il superbonus (riferimento i tre anni circa di vigenza della detrazione, cioè 2020, 2021 e 2022) sono pari a 20.295 milioni di euro: quindi poiché si parla di circa 800 milioni di euro di detrazioni per i 6.512 interventi questo significa che, otto mesi dopo la Legge 77 di conversione del decreto legge 34, si è speso circa il 4 % dell’importo totale stanziato.

E poiché l’informazione è potere tutte le notizie sull’andamento reale del superbonus, che sembra che l’ENEA trasmetta periodicamente al MTE e al MEF, non vengono ufficialmente pubblicate né dall’ENEA né dai ministeri: le leggiamo solo sulla stampa perché riportate da fonti ben informate (che le hanno ricevute da chi?) oppure perché vengono usate, da alcuni politici, per affermare il successo eccezionale del superbonus, offendendo così la più elementare aritmetica.

L’ENEA dovrebbe comunicare sì al MTE e al MEF tali dati del superbonus ma dovrebbe anche pubblicarli in contemporanea, sul suo sito, mettendoli a disposizione anche dei poveri e sconcertati cittadini che vogliono capire cosa sta succedendo e giudicare le iniziative prese dal mondo politico.

Si chiama democrazia liberale e richiede che i cittadini siano informati e possano conoscere i fatti, anche per giudicare e votare.

E, per dirla tutta,  l’ENEA dovrebbe anche farci sapere cosa è successo, nello stesso periodo di tempo, agli investimenti dell’ecobonus e del bonus casa: infatti, per capire come stanno andando le cose, è l’investimento totale in interventi di risparmio energetico che bisogna controllare non solo uno dei possibili addendi.

Tormento: Per capire fino in fondo il fallimento del superbonus è utile ricordare che nel 2019 (cioè prima della pandemia e del superbonus) il solo ecobonus (quello semplice non il super) aveva coinvolto 395.022 interventi per un totale di 3.483 milioni di euro. E a questi lavori di ecobonus (semplice) deve essere aggiunta anche la quota parte di bonus casa che ha riguardato gli interventi di risparmio energetico: infatti, per il bonus casa, ENEA ha ricevuto, sempre nel 2019, 360.000 domande di incentivi che riguardavano 598.722 interventi di risparmio energetico.

In totale sono 993.774 interventi nel 2019, cioè, come ordine di grandezza, poco meno di 1 milione di interventi per il risparmio energetico all’anno.

Quindi i circa 6.500 interventi del superbonus, già avviati in nove mesi di vigenza della legge dal luglio 2020 ad aprile 2021, se rapportati a 12 mesi in modo lineare, diventano circa 6.500 x 12/9 = 8.667  interventi l’anno che vanno confrontati con i 993.774 interventi che c’erano prima: e cioè (8.667/ 993.774 x 100) un tristissimo 0,9 % di quanto già si faceva prima!

Qualcuno potrebbe obiettare che un intervento superbonus comprende più attività semplici tra trainanti e trainate; allora ipotizziamo, per esempio, che ogni intervento superbonus includa 5 attività semplici ( per esempio, attività trainanti quali il cappotto e la ristrutturazione dell’impianto centralizzato di riscaldamento  e attività trainate quali sostituzione serramenti, fotovoltaico e schermature solari); in questo caso dovremmo confrontare 8.667 x 5 = 43.335 attività semplici di risparmio energetico con 993.774: e si ha un ancora misero 4,4 % di quanto già si faceva, in passato, senza bisogno del superbonus.

Pessimista: Facciamo un decalogo del perché, secondo noi, il superbonus non potrà mai funzionare?

Sì? Comincio io.

Punto 1 – Inserire una serie di pesanti controlli formali, come la verifica di conformità urbanistica e catastale, ha posto problemi complicati agli operatori e avrà costi pesanti per i committenti; e gli stessi uffici tecnici dei comuni non sono in grado di rispondere alle richieste dei professionisti in modo efficiente ed in tempi rapidi.

Tormento: OK, ora tocca a me.

Punto 2 – Avere cambiato tutte le regole tecniche ed amministrative, per poter usufruire delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico, in un periodo di pandemia e di crisi economica, complicando tutte le procedure in modo esponenziale e stravolgendo un impianto normativo ormai consolidato, è un peccato, commesso della nostra classe dirigente, che non si potrà mai perdonare.

Pessimista: Punto 3 -La detrazione del 110 %, quindi maggiore della spesa sostenuta, è una decisione azzardata che non trova giustificazione e che spinge verso spese allegre e poco razionali, tanto paga lo stato (cioè sempre noi e i nostri figli e nipoti).

Mi diverte molto, peraltro, ricordare che i sostenitori politici di questa scelta affermarono, ripetutamente, che l’idea era così bella che molti altri paesi europei ci avrebbero presto copiato; di questi copiatori non si ha al momento alcuna notizia e, anzi, il nostro nuovo ministro dell’economia ha ricordato che nessun paese nell’Unione Europea supera il 75 % di detrazione per gli interventi di risparmio energetico e che la scelta italiana appare anomala. E non siamo neanche sicuri che l’UE accetti, nel PNRR, questa impostazione.

Tormento: Punto 4 – La procedura tecnico/amministrativa messa in piedi è un vero incubo burocratico senza fine; sono coinvolti in questo iter i proprietari degli immobili, gli amministratori di condominio, i progettisti, gli enti locali, i commercialisti, gli asseveratori (tecnici e fiscali), i certificatori energetici, le imprese, l’ENEA per il portale e per i controlli delle domande, l’AdE per i controlli fiscali, le banche e le loro società di consulenza, le ESCO, i general contractor, i fornitori ed i costruttori di apparecchi e materiali.

E pensare che affermano tutti, dal nostro Presidente del Consiglio in giù,  che per realizzare davvero il PNRR italiano bisogna semplificare le normative ed eliminare la burocrazia! Se così è allora il superbonus non può essere inserito nel PNRR perché è un mostro burocratico.

Pensa che di recente (aprile 2021) i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate hanno comunicato di avere elaborato 6.500 pareri e/o risposte ad interpelli dei cittadini. L’Agenzia lo dice orgogliosa del gran lavoro fatto io, invece, inorridisco all’idea di una normativa così incomprensibile da richiedere 6.500 pareri in circa nove mesi (da luglio 2020 ad aprile 2021) cioè circa 722 pareri al mese, cioè in media 24 pareri al giorno, tutti i giorni, ininterrottamente, dalla data di pubblicazione della prima legge sull’argomento.

Pessimista: Punto 5 -Nei condomini la complicazione delle procedure spaventa anche i più coraggiosi e l’idea dei controlli e delle possibili sanzioni, anche a molti anni di distanza dalla fine dei lavori, con conseguenze economiche che possono diventare drammatiche per i meno abbienti, fa presto abbandonare l’idea di usufruire del superbonus.

Tormento: Punto 6 – Il risparmio energetico totale che si otterrà dal superbonus sarà molto limitato e di sicuro inferiore alle attese; viene da chiedersi, per esempio, quante delle villette oggetto di interventi del superbonus siano seconde case al mare, utilizzate magari per pochi giorni all’anno d’inverno, ma ora dotate, verosimilmente, di un costoso cappotto termico e di un sofisticato impianto di riscaldamento a pompa di calore.

Pessimista: Punto 7Avere esteso ai lavori privati previsti dal superbonus alcune regole valide per i lavori pubblici è un’altra mossa assurda. Le parcelle professionali per i lavori pubblici sono inidonee a fornire indicazioni ragionevoli per i compensi professionali dei lavori privati. Anche estendere le regole dei CAM (Criteri ambientali minimi) ai materiali isolanti utilizzati per i lavori del superbonus è un’altra forzatura di cui proprio non si capisce la necessità.

Tormento: Punto 8 – La comunicazione martellante basata sui lavori gratis e senza anticipare un euro ha prima enormemente illuso i cittadini e poi li ha fatti infuriare quando hanno compreso tutte le reali difficoltà, i vincoli incredibili e le tante trappole presenti lungo il percorso del  superbonus.

Pessimista: Punto 9 –Lincertezza delle disposizioni legislative che cambiano di continuo è un intralcio quasi peggiore della crisi economica e le due cose, incertezza e crisi economica, si alimentano a vicenda creando un mostro terrificante. Tanto per fare un esempio è del 7 maggio scorso l’ennesima modifica al testo di legge del superbonus e si tratta, ovviamente, di un decreto legge (il DL 59 del 6 maggio 2021) che poi dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni ed il cui testo sarà, come è sempre successo finora, modificato prima della conversione in legge dopo defatiganti discussioni e polemiche tra le forze politiche.

Tormento: Punto 10 – La trasbordante paranormativa del MTE, del MEF e dell’ENEA sta creando un altro problema: se il cittadino può rivolgersi direttamente all’Agenzia delle Entrate o al MTE o all’ENEA per avere una risposta (ufficiale?) ai suoi problemi specifici è evidente che il ruolo dei professionisti (ingegneri, architetti, geometri, avvocati, commercialisti, amministratori di condominio, etc.) viene fortemente sminuito e, in campo, ci saranno sempre meno professionalità e competenza e sempre più un approccio politico ed ideologico alle questioni tecniche.

Pessimista: Dopo tutta questa lunga chiacchierata mi ritorna in mente il grande Paolo Villaggio ed il suo Fantozzi alla proiezione del film sulla corazzata Potemkin. Ti ricordi il commento finale del Rag. Fantozzi sul film, commento che ricevette ben 92 minuti di applausi? La corazzata Potemkin è una (…omissis) pazzesca.

Tormento: Fermo là. Lo dico io. Il superbonus è la nuova… corazzata Potemkin!

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