In pizzeria con gli ingegneri Modesto Pessimista e Massimo Tormento. Aperitivo: la classe A delle caldaie a condensazione.

Tormento: Finalmente ci godiamo una pizza in questo ristorante all’aperto, ben distanziati per il covid.

Pessimista: Ci riusciamo stasera a non parlare di lavoro? Altrimenti le mogli ci picchiano.

Tormento: Dai parliamo di lavoro solo cinque minuti e poi basta. Io non resisto, ho il cinghialone sullo stomaco, come nella pubblicità! Se non ne parlo con te soffro. Ma hai letto il decreto Requisiti Tecnici per l’ecobonus ed il superbonus? Tanto per cominciare dovevano pubblicarlo entro due mesi dalla data di entrata in vigore della Legge finanziaria per il 2018, cioè il 1° gennaio 2018, e, invece, ci hanno messo trentadue mesi. Il decreto, per vedere la luce, ha impiegato quindi 16 volte il tempo richiesto dalla legge, in percentuale (16-1)* 100 = 1.500 % in più del previsto. Cosa penseresti tu, in partenza per le vacanze, se il comandante dell’aereo di linea ti dicesse che il tempo di volo è di 2 h e poi, invece, il viaggio durasse 32 h? Ovviamente che è un incapace della peggior specie ed anche un pilota molto pericoloso. Cercheresti, in futuro, di evitare la sua compagnia di volo ad ogni costo. I decreti ministeriali, sempre in ritardo e scritti male, invece, ce li dobbiamo tenere comunque.

Pessimista: E ricordati che io e te stiamo parlando del testo pubblicato sul sito web del MISE perché, in Gazzetta Ufficiale, non c’è ancora niente. E poi invece di pensare al pilota dell’aereo pensa a come ci tratterebbe  l’Agenzia delle Entrate se pagassimo le nostre tasse con 30 mesi di ritardo sulla scadenza prevista. Ho paura solo a pensarlo.

Tormento: Ho letto le novità sulle specifiche delle caldaie a condensazione e la classe A di prodotto nel decreto. So che su questo argomento sei implacabile. Tu parli di valzer delle interpretazioni (link https://alfredomarrocchelli.wordpress.com/2020/08/10/la-legge-fuori-legge-caldaie-a-condensazione-e-regolamento-ue-n-811-2013/) e mi sa che con questa siamo arrivati al terzo giro di valzer. Vero?

Pessimista: Sì. Di fatto il decreto prende atto che quanto scritto nella legge è inapplicabile e allora prova a metterci un’ennesima pezza: si finge di parlare di requisiti tecnici delle caldaie a condensazione ma, in realtà, si scrive un nuovo testo di legge sull’argomento. Vatti a vedere l’articolo 2 e l’Allegato  A, al paragrafo 4.1.

Tormento: L’ho già fatto ma mi diverto troppo a farmelo raccontare da te. Ma non farti venire il cattivo umore, siamo qui, in pizzeria, per divertirci. E poi lo sai che la penso come te.

Pessimista: Allora il nuovo decreto dice che per la sostituzione delle vecchie caldaie con caldaie a condensazione, sia per l’ecobonus sia per il superbonus, si deve fare riferimento a caldaie a condensazione con efficienza energetica stagionale per il riscaldamento d’ambiente etas maggiore o uguale al 90 %  pari al valore minimo della classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato UE n. 811/2013. In questo modo il decreto forza il regolamento 811/2013 ed estende anche alle caldaie con potenza maggiore di 70 kW, ma minore di 400 kW, il valore della classe A di prodotto; è una decisione tutta italiana, e criticabile, che non ha niente a che vedere con il regolamento europeo.

Tormento: E sopra 400 kW che si sono inventati questa volta?

Pessimista: Hanno stabilito che per le caldaie a condensazione di potenza superiore a 400 kW si devono installare apparecchi con rendimento termico utile maggiore o uguale a 98,2 %. In altre parole, anche se non lo ammetteranno mai, sono stati costretti  a prendere atto che per le caldaie con potenza nominale maggiore di 400 kW, e per i regolamenti europei davvero vigenti, il costruttore non è tenuto a fornire alcuna indicazione né sull’etas  (l’efficienza energetica stagionale per il riscaldamento d’ambiente) né sulla classe di prodotto e quindi per salvare il salvabile hanno stabilito un valore minimo da rispettare, ma per il rendimento termico utile che è tutta un’altra cosa. Questa decisione è davvero divertente: i ministeri mostrano in questo modo il loro amore incondizionato per le regole dell’UE anche quando queste stesse regole siano state dichiarate sbagliate dalla stessa UE. Sono, cioè, i nostri ministeri più realisti (europeisti) del re (della UE). E ti racconto il perché: la formula adottata per ricavare il valore 98,2 % è proprio la formula del rendimento utile per le caldaie a condensazione a quattro stelle, prevista dalla vecchia direttiva 92/42/CEE (recepita in Italia con il DPR 660/96): peccato che l’UE abbia abrogato il riferimento alle stelle fin dal 2005 (quindici anni fa) e che il Parlamento Italiano abbia abrogato anche lui, nel 2011, il sistema delle stelle dal DPR 660.

Però nove anni dopo continuano ad utilizzare tale impostazione sbagliata ricorrendo al semplice trucco di non chiamarla con il suo vero nome (proibito) e cioè caldaia a quattro stelle.

Io e te siamo addetti ai lavori e sappiamo cosa c’è dietro ma pensa che divertimento spiegare ai condòmini, ed agli amministratori, che il valore del rendimento utile del 98,2 % fa riferimento a prove di laboratorio nelle quali la caldaia a condensazione funziona senza condensare!

Tormento: Ho visto anche che, finalmente, dopo tre anni dalla legge finanziaria per il 2018 e dopo la Legge 77/2020 che citavano entrambe unicamente il Regolamento 811/2013 (che vale solo fino a 70 kW), i ministeri si sono ricordati che esiste anche il regolamento 813/2013 (che vale fino a 400 kW). Come diceva il maestro Alberto Manzi Non è mai troppo tardi.

Pessimista: Hai ragione da vendere. Ma ti faccio un’altra domanda. Un decreto ministeriale può modificare quello che dicono due leggi? I ministeri fanno un po’ come gli pare e nessuno gli contesta alcunché.

Con queste nuove disposizioni siamo davvero al terzo giro di valzer sulle interpretazioni della classe A, delle caldaie a condensazione. E che giro!

Tormento: Arrivano le pizze. Tu che hai preso?

Pessimista: La pizza alla diavola. Ho un diavolo per capello ma dopo il primo boccone mi passerà tutto. Buon appetito.

Un pensiero riguardo “In pizzeria con gli ingegneri Modesto Pessimista e Massimo Tormento. Aperitivo: la classe A delle caldaie a condensazione.”

  1. caro Ingegnere, sta trascorrendo anche il mese di Settembre e sembra che non si intravedono segnali di avvio di lavori e/o progetti, almeno per quanto riguarda il mio giro di conoscenze.
    Ho sentito recentemente di interviste, che mi hanno dato l’idea di spot pubblicitario, a qualche dirigente bancario, Banca Intesa e qualche altro Istituto, per ora pochi, che si dichiarano pronti a finanziare i lavori del superbonus. Sarebbe interessante capire termini e condizioni .
    L’Agenzia delle Entrate non da pareri in merito alla autorizzazione ad eseguire i lavori ,ma si riserva di verificare i progetti e i relativi lavori entro 7 anni questo significa che il proprietario beneficiario del superbonus è appeso ad un filo e dopo aver realizzato il progetto può correre il rischio di vedere respinto e dunque revocato il 110% mettersi le mani in tasca per restituirlo, ovvero deve aspettare fino a 7 anni per avere i soldi del superbonus ?

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