L’impiantista, le leggi e la burocrazia.

Troppe leggi (e di cattiva qualità) e troppa burocrazia  incidono pesantemente nel complicare lo svolgimento del nostro lavoro e spesso finiscono per assorbire la maggior parte del nostro tempo che, invece, potrebbe molto più proficuamente essere dedicato all’approfondimento delle questioni tecniche, allo studio ed all’aggiornamento, ad elaborare migliori progetti e ad avere più tempo da dedicare al cantiere.

Personalmente non intendo considerare come ineluttabile questo stato di cose (1) e  desidero almeno sollecitare il mondo professionale, ed  i responsabili politici, perché esercitino un’effettiva azione di controllo sull’operato degli altissimi burocrati che materialmente scrivono le leggi e che con il loro modo di operare così bizantino, tanto pesantemente ci intralciano e che da questa situazione ricavano, loro sì, grande potere e visibilità.

Nei  giorni in cui scrivo questo post viene inaugurato il nuovo ponte di Genova: un’impresa titanica e di enorme impatto  (e complimenti ai colleghi coinvolti), realizzata in tempi strettissimi: possibile perché esentata dal rispettare tutte le normali regole vigenti (sugli appalti pubblici e sulle procedure burocratiche).

Cosa pensare di un paese che si dà regole che impediscono sempre, di fatto, di costruire opere pubbliche in tempi e con costi ragionevoli tranne in alcuni casi eccezionali quando, cioè, si dispensino i committenti, e le imprese, dal rispettare le leggi vigenti? 

A mio parere la risposta è che è un paese che ha deciso di farsi davvero del male: l’applicazione di regole astruse porta a disastri; i casi straordinari, nei quali tali regole possono essere non applicate, danno splendidi risultati, a dimostrazione beffarda che un altro mondo sarebbe ben possibile.

Troppe leggi e troppe interpretazioni.

Le leggi (nazionali) emanate dall’unità d’Italia ad oggi sono state 200.000 e di queste 110.000 sono ancora vigenti (2); e, a queste,  si devono aggiungere le leggi regionali, i regolamenti e le circolari delle quali è sconosciuto, anche agli addetti ai lavori, il numero totale.

Molti esempi vengono in mente per dimostrare come una sequela inestricabile di leggi abbia inondato le nostre scrivanie: qui vogliamo presentare solo un primo caso, legato al DPR 412/93.

Il regolamento della Legge 10 del 1991, fu pubblicato, come D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, nella G.U. 242 del 14 ottobre 1993, S.O. n. 96; il titolo è Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia …

Da allora questo decreto, oggi ancora vigente, è stato modificato, da successivi provvedimenti di legge, ben sessantasei volte:  in media 2,4 provvedimenti di modifica ogni anno nei ventisette anni trascorsi.

Di questi sessantasei provvedimenti di modifica ben cinquantasei hanno riguardato sempre e solo la Tabella A della legge, quella che riporta i gradi giorno dei comuni italiani.

Queste affermazioni sono facilmente verificabili consultando il sito NORMATTIVA (3) e leggendo gli Aggiornamenti all’atto in esso indicati.

Qui vale sottolineare che la possibilità di consultare, gratuitamente e rapidamente, tutte le leggi e le Gazzette Ufficiali da web da un lato è uno strumento molto potente ma, dall’altro, finisce per essere, con esiti inversi rispetto alle intenzioni di semplificazione e di supporto al cittadino e alle imprese, un ulteriore alibi per complicare sempre di più il corpus normativo con la giustificazione che … tanto tutti i provvedimenti, per quanto numerosi e complicati, sono a disposizione gratuita del cittadino.

In passato commentavo questi problemi parlando di ipertrofia legislativa, poi ho usato l’espressione inquinamento normativo, oggi credo che siamo giunti ad una vera persecuzione normativa del cittadino aggravata dal valzer delle interpretazioni, mutevoli e frequentissime, elaborate dai ministeri e dalle agenzie governative: ormai un vero e proprio abuso ricorrente, con pareri che talvolta dicono esattamente il contrario di quanto è affermato nella legge.

Un problema, questo delle interpretazioni, che continua a peggiorare e che non sembra trovare una soluzione accettabile.

(1) A. Marrocchelli, Progettazione di impianti: molta burocrazia e troppe norme tecniche?, in RCI, Agosto 1999. A. Marrocchelli, L’inquinamento normativo, in Costruire Impianti, Maggio 2016, n. 46. A. Marrocchelli, Brodetto legislativo di inizio anno per gli impiantisti, in TECNOIMPIANTI, n. 6, settembre 2008. A. Marrocchelli, Impianti di riscaldamento: nuove regole e vecchi problemi, in Il Perito Industriale, n. 2/2013.

(2) V. Azzolina, Burocrazia e potere, in Noi e lo stato, IBL Libri, 2019.

(3) Da www.normattiva.it.

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