Detrazione 110 %. Chiacchierata al bar fra due amici ingegneri: il Pessimista e il Pubblico.

Pubblico: Ehi, Pessimista, come stai? Che piacere incontrarti. Con il COVID19 ed il lockdown ormai è diventato raro poterci parlare di persona.

Pessimista: Ciao Pubblico. Andiamo a bere un caffè. È bello rivederci. Io sto bene in salute e per fortuna anche la mia famiglia. È il lavoro che va male. Non si batte chiodo da mesi.

Pubblico: Ma stai scherzando? Hai visto che meraviglia che abbiamo messo in piedi? Detrazione del 110 %, tu sei davvero bravo e avrai tanto lavoro che non saprai come fare. È il momento di essere ottimisti, ora sorridi. E ringrazia la nostra lungimiranza.

Pessimista: Con te ho sempre l’impressione che viviamo in due mondi paralleli che non si capiscono e parlano due lingue diverse. A dicembre 2019 il Parlamento approvava la nuova legge di bilancio per il 2020 che cancellava lo sconto in fattura per le detrazioni e, secondo me,  aveva fatto bene. A marzo scorso è cominciato il lockdown ed il lavoro ha subito un primo colpo molto duro. Ad aprile avete cominciato a parlare di 110 o 130 % di detrazione e, di nuovo, di sconto in fattura e cessione del credito, e tutti i lavori si sono bloccati completamente. Tutti i giornali titolavano: lavori gratis con il 110 %!

Tutti i clienti aspettavano di vedere se era possibile, questa procedura miracolosa, di fare i lavori a spese dello stato e senza tirare fuori una lira, scusa un euro. Ma gli economisti non dicono che nessun pranzo è gratis? Chi li paga i lavori? Lo stato, capisco, ma con le nostre tasse o facendo altri debiti che sempre noi, (o i nostri figli, nipoti o pronipoti) ripagheremo.

Poi il decreto legge 34 del 18 maggio 2020, con il 110 %, si è subito sbracato, invece di limitarsi a specifici e ben delimitati interventi,  per fare felici tutti (i partiti politici, i sindacati, le associazioni di categoria, i cittadini, etc.) ha introdotto tante nuove possibilità. Però scritte, come sempre, in maniera confusa e provvisoria: nel 110 % possono, in un certo qual modo, rientrare (meglio, essere trainati secondo il gergo della legge) anche tutti i gli interventi previsti dal normale ecobonus , se realizzati insieme ad uno degli interventi del superbonus.

E lo sconto in fattura, e la cessione del credito, in modo autonomo dal superbonus,  si sono allargati al normale bonus per la ristrutturazione edilizia, al bonus per l’efficienza energetica, al bonus  sismico, al bonus facciata, al fotovoltaico e alla ricarica dei veicoli elettrici.

Ma per diventare operativo il tutto ha richiesto prima la conversione in legge, avvenuta, prendendosi tutti i sessanta giorni consentiti (alla faccia dell’urgenza del decreto legge!), e poi … niente.

Ci vorranno ancora, almeno, due provvedimenti dell’AdE e uno o due decreti del MISE.

Campa cavallo che l’erba cresce.

Il risultato è che nessuno ha più voluto iniziare lavori di alcun tipo in attesa della gallina dalle uova d’oro del 110 %; da aprile ad agosto 2020 è stato e sarà tutto sospeso e quello che doveva essere un provvedimento per aiutare imprese e professionisti a ripartire li ha, invece, ancora più inguaiati. Per ora ha solo bloccato tutte le nuove iniziative.

Pubblico: Ma ti rendi conto di quello che dici? Non ti va mai bene niente, hai davanti un’opportunità incredibile e protesti!

Pessimista: Sì, ma all’opportunità incredibile ci devo arrivare vivo e se continua così tra qualche mese sarò, da un punto di vista lavorativo, un cadavere! Ma ti rendi conto che state cambiando in corsa tutte le regole del gioco nel momento più drammatico per il mercato? Altro che semplificare e ridurre la burocrazia avete invece complicato tutto quello che era possibile complicare. Il provvedimento rilancio, su questi aspetti, sarà, forse, operativo solo alla fine di agosto o ai primi di settembre. Ma ad ottobre o novembre, in quasi tutte le regioni, comincia la stagione di riscaldamento e i lavori sugli impianti non si potranno più fare. E i cappotti? Che facciamo programmiamo i lavori a dicembre, gennaio o febbraio, sotto la pioggia o la neve? In pratica tutto questo ambaradan si dovrà applicare tra aprile 2021 e ottobre 2021 (sette mesi agosto compreso!). E tanti nuovi adempimenti: asseverazione APE prima e dopo ma con APE convenzionale (cioè fatta al contrario di come dice la legge oggi vigente e con procedura, al momento, ancora ignota e da pubblicare), congruità della spesa da asseverare, nuove comunicazioni varie ad AdE ed all’ENEA, nuovi limiti per le prestazioni energetiche da rispettare che si conosceranno solo con la pubblicazione del futuro decreto, limiti massimi di spesa unitaria degli interventi ancora da definire, applicazione del decreto CAM fuori del suo campo di applicazione, Regolamento delegato UE n. 811/2013 (classe energetica delle caldaie a condensazione) utilizzato fuori dal campo di applicazione previsto dalle stesse norme europee.

Nulla è più indicato, per spiegare il significato del termine entropia, delle disposizioni di legge italiane!

E forse avete trascurato che visto che con il 110 % il committente, in teoria, non ci mette un euro non ha alcun interesse a tenere i costi degli interventi bassi: e questa è un’altra vostra bella idea. Non potevate portare la detrazione al 90 % e lasciare il 10 % a carico del committente con tutte le altre regole immutate? Troppo semplice, i tuoi capi ed i politici non avrebbero avuto la stessa visibilità ed i giornali non avrebbero dedicato tanto spazio all’argomento. E poi temo che il professionista e la ditta poco seri  utilizzeranno i limiti di spesa unitari come dato di input per tenere al massimo livello i costi ma appena qualche percento sotto il limite consentito. Anche una massaia sa che è meglio lasciare una parte della spesa a carico del committente, così che abbia interesse a tenere bassi i costi. È  quello che si fa, per esempio, con il ticket delle medicine!

Pubblico: Ma ti rendi conto che gli interventi seri e importanti di isolamento esterno a cappotto degli edifici, realizzati negli anni passati, erano pochissimi? Dobbiamo assolutamente aumentare questo tipo di lavori, ne va della corretta gestione dell’energia nel settore civile. E quindi ci voleva uno strumento eccezionale, come il 110 %. E ricordati che ci siamo anche impegnati con l’UE su questi aspetti.

Pessimista: Ma proprio perché gli interventi di isolamento vengono eseguiti in numero ridottissimo (sono stati, nel 2018, 25.267 su un totale di 334.846 interventi di ecobonus) questo significa che ci sono pochissime imprese pronte allo sprint, che la domanda (abbiamo circa 12,5 milioni di edifici residenziali potenzialmente interessati) potrebbe essere elevatissima, l’offerta di aziende disponibili scarsissima ed il tempo a disposizione ridottissimo: una situazione micidiale.

Che succederà ai costi dei lavori, alla disponibilità dei materiali da installare ed alla qualità delle realizzazioni secondo te? E tutto questo con un orizzonte temporale di un anno e mezzo teorico e meno di un anno come tempo realmente a disposizione per eseguire i lavori. E dopo questo sforzo ciclopico tutto tornerà come prima.

Pubblico: Ma se sarà necessario si potrebbe cominciare a parlare di rinvio  o modifica del 110 % …

Pessimista: Ahhhhhhh! Pietà. Ma fateci lavorare in pace con regole certe per periodi ragionevolmente lunghi. Smettetela di cambiare le leggi e le norme ogni sei mesi! Ma lo capisci o no che l’incertezza è una cosa quasi peggiore della crisi economica e che le due  cose, incertezza e crisi economica, si alimentano a vicenda creando un mostro terrificante? Le ditte che conosco, tutte piccole e medie aziende, sono preoccupatissime: stanno passando il tempo con gli operai in cassa integrazione, invece che in cantiere, e parlando con i funzionari delle banche per capire come cedere il credito o farsi finanziare per poter fare lo sconto in fattura ai clienti.

Pubblico: Le ditte piccole  e medie devono crescere e imparare a fare lavori meglio organizzati e più complicati. Noi con queste detrazioni li aiuteremo a cambiare approccio.

Pessimista: È incredibile la scarsa attenzione che avete per i piccoli imprenditori e gli artigiani, quelli che lavorano anche 16 ore al giorno, e che ci mettono l’anima e la faccia. Fate di tutto per complicargli la vita.

Pubblico: Va bene, cambiamo discorso. Tanto lo so che ti piace esagerare. Quanto zucchero vuoi nel caffè?

Pessimista: Io lo prendo amaro. Ma il caffè amaro è buonissimo al contrario delle facilitazioni che voi state mettendo in campo.

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